Rinuncia Abdicativa del diritto di proprietà

Rinuncia Abdicativa del diritto di proprietà

LA PROPRIETA’ DI UN IMMOBILE E’ SOLO UN “DEBITO”? LA VIA DI FUGA DELLA “RINUNCIA ABDICATIVA”

Molti, compresi tecnici di settore, non conoscono l’istituto della “rinuncia abdicativa” del diritto di proprietà; istituto di estrazione codicistica e previsto, per inciso, dal codice civile in vari casi. Infatti, sia il proprietario esclusivo di un immobile (sia esso edificio o terreno) sia il comproprietario indiviso di una quota potranno rinunciare da subito al proprio diritto reale.

La forma della rinuncia è l’atto pubblico (senza testimoni) oppure la scrittura privata autenticata. Con la rinuncia, la proprietà passerà direttamente alle casse dello Stato, senza che quest’ultimo possa rinunciarvi.

In caso di comproprietà, invece, trattandosi di comunione (sia ordinaria sia legale), la rinuncia comporterà l’espansione della quota degli altri partecipanti che, dalla loro, potranno evitare questa espansione soltanto rinunciando a loro volta alla rispettiva quota.

E così a catena fino a che non rimarrebbe un solo proprietario, nel qual caso, l’ultima rinuncia porterebbe, come visto, alla devoluzione statale. Ultimo stadio è dunque lo Stato.

Oltre alla rinuncia abdicativa del diritto di proprietà sono senz’altro rinunciabili anche gli altri diritti reali:

  • servitù
  • nuda proprietà
  • usufrutto
  • altro

Resta fermo il limite dell’ipoteca, che non permetterà di liberarsi così facilmente dell’immobile ma prevederà, per forza, il preventivo svincolo e il pagamento del debito.

 

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Avvocato Antonio Saracino

Rinuncia Abdicativa del diritto di proprietà

 

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